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Musica di Igor Stravinskij - testo di C.F. Ramuz
Lunedì 05 maggio 2008
Orchestra da Camera Filarmonia
voce recitante e regia, Carlo Pastori direttore, Paolo Belloli ballerina, Sonia Santini HISTOIRE du SOLDAT - opera da camera in un atto - musica di Igor Stravinskij Testo di C.F. Ramuz Nascita del lavoro E’ facile ritrovarsi a contrattare la propria felicità con il diavolo, soprattutto se sei un soldato squattrinato con la pancia vuota in cammino verso casa. Capita però a volte che, alla fine dei conti, l’impuro abbia l’ultima parola.
Nel 1917 Igor Stravinskij trae da questa fiaba russa di Aleksandr Afanas’ev l’argomento dell’Histoire du Soldat, creando un nuovo genere di teatro musicale, sintesi delle arti volutamente anti-wagneriana. La storia, secondo lo stesso autore Ramuz, può essere ambientata in varie località: "Entre Denge et Denezy" se lo spettacolo è rappresentato in Francia, "Zwischen Chur und Wallenstadt", se messo in scena in Germania, "Fra Belsit' e Pieve al Mar", se invece rivolto ad un pubblico italiano. L’idea era quella di un teatrino ambulante, facilmente trasportabile da una città all’altra, composto da una piccola orchestrina di soli sette strumenti appartenenti ognuno alle varie famiglie strumentali per registro acuto e grave, un narratore, tre personaggi ed un danzatore. La scenografia doveva essere ridotta all’essenziale e presentare l’orchestra stessa sul palco, bene in evidenza per il pubblico, sottolineando così l’equivalente importanza della parte musicale con quella teatrale. La musica viene qui concepita da Stravinsky come una successione di brani a sé stanti (sia dal punto di vista compositivo sia per le svariate provenienze degli elementi melodici) che si svolge simultaneamente alle fasi del racconto, ora narrato, ora recitato. Ascoltiamo un tango argentino, un rag-time americano, un pasodoble spagnolo: sembra che Stravinsky voglia attraversare personalmente ogni esperienza musicale europea ed occidentale, così distante dalle sue origini russe. Capita quindi che, nel susseguirsi degli eventi fiabeschi, il soldato improvvisi con il violino un valzer viennese, oppure che un corale bachiano segua alle profezie di un diavolo. Il violino, che rappresenta l'anima del soldato, ha invece una impronta musicale da folklore russo. Decisamente coinvolgente e caratterizzante della musica di Stravinsky, la ritmicità riscontrabile in partitura, sottolineata e resa evidente dalla presenza delle percussioni, che assecondano per tutta l’opera, sino all’ultimo ghigno, un diavolo dai mille travestimenti. Accanto alle percussioni troviamo sul palco un violino (curioso oggetto del contendere nella fiaba di Afanas’ev) ed un contrabbasso, un clarinetto ed un fagotto, una tromba ed un trombone: rappresentanti estremi delle famiglie orchestrali. Trama Un soldato se ne sta tornando a casa in licenza, incontra il diavolo (nei panni di un vecchio signore con retino acchiappafarfalle) mentre sta suonando il proprio violino sulla riva di un ruscello e viene convinto a barattarlo con un libro magico in grado di predire il futuro e di procurare denaro e potere. Il soldato dovrà restare con il diavolo tre giorni per insegnarli a suonare il violino. In realtà, senza accorgersene, il soldato non rimane con il diavolo tre giorni, bensì tre anni, e una volta ritornato al proprio villaggio la madre non lo riconosce e la fidanzata si è sposata. Gli ricompare il diavolo (ora nelle vesti di un ricco mercante di bestiame), che lo incita ad usare il libro magico, dal quale otterrà ricchezza e potere, ma non la felicità. Per questo il soldato rimpiange il proprio piccolo e vecchio violino. Ancora una volta riappare il diavolo (vestito da vecchia mezzana) con il violino, ma il soldato si rende conto che non è più in grado di saperlo suonare, si infuria e distrugge il libro, rompendo l'incantesimo. Il soldato si rimette in cammino e giunge in un regno il cui re ha promesso in sposa la propria figlia a chi riuscirà a guarirla da una misteriosa malattia. Guarda caso, anche il diavolo si trova in questa città, come elegante violinista. Il soldato lo sfida a carte, lo fa ubriacare e riesce così a recuperare il violino. Con esso si reca al capezzale della principessa, suona tre danze che ridanno vita alla malata e la fanno danzare. Ricompare il diavolo, questa volta proprio nelle sue peculiari vesti di diavolo, ma il soldato lo costringe a ballare al suono del violino, fino a che cade esausto. Il soldato e la principessa si sposano, ma sulla loro felicità grava la maledizione del diavolo, che si attuerà nel caso abbandonino il loro regno. Quando la nostalgia e il desiderio della principessa di conoscere la madre e il villaggio dello sposo li condurranno oltre i confini del regno, infatti, per l'ultima e definitiva volta ricompare il diavolo. Struttura dell’Opera Dal punto di vista formale l’Histoire du Soldat è diviso in due Parti, ciascuna formata da brevi pezzi chiusi: Prima Parte Marche du Soldat Petit Airs un bord du Ruisseau Marche du Soldat(ripresa) Pastorale Petit Airs au bord du Ruisseau (ripresa)Seconda Parte Marche du Soldat n° 2 Marche Royale Petit Concert Trois dances (Tango, Valzer, Ragtime) Danse du Diable Petit Corale Couplets du Diable Grand Choral Marche Triomphale du Diable
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